“Senza dolore ma con tenerezza”

Cari amici, quelli di sempre
e quelli dei tempi recenti,
È l’ultima volta che posso dirvi
qualcosa, e lo faccio soprattutto
per dirvi grazie dell’affetto
che mi avete dimostrato.

Mi avete dato una gioia grande,
una forza che da sola
non avrei potuto avere.

Considero un grande dono
aver condiviso così tanto
della mia vita con tante persone,
è un grande dono essere parte
di questa comunità che mi ha
insegnato a credere nel Signore
e a farlo non da sola ma insieme
a tanti che come me cercano
negli incontri e negli avvenimenti
della vita quotidiana,
il segno della presenza di Dio.

Vi porto tutti e ciascuno
nel cuore, e confido di rimanere
nel vostro, senza dolore, ma con
tenerezza, perché la morte
è parte della vita e questa appassionante
avventura, che è la vita,
è il dono più grande
che ci è stato fatto.

Ricordatevi di me, davanti
ad un campo fiorito, a un fondale
marino, a una rosa d’inverno,
a un passerotto sul balcone:
sono tra le piccole cose che più mi hanno parlato di Dio.

Vi voglio bene, Elisabetta

Elisabetta Banchi Arenare
17 settembre 1944 – 13 maggio 2013

5 thoughts on ““Senza dolore ma con tenerezza”

  1. Sono stato compagno di ginnasio e di liceo di Elisabetta e ne avevo ammirato l’intelligenza, la bravura scolastica e la grazia. Ora, di fronte alla notizia della sua scomparsa che per caso ho appreso due anni dopo, e soprattutto di fronte al bellissimo, ispirato inno alla vita che ci ha lasciato come testamento spirituale, non posso non dire a voce alta che Elisabetta è stata una creatura toccata dal Signore (parlo da laico!).

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